Il tovagliolo: a destra? a sinistra?

Un dubbio ricorrente. Stiamo apparecchiando la tavola e siamo incerti se disporre il tovagliolo a destra o sinistra.

Cerchiamo di districare la matassa, poiché le regole esistono, e di solito c’è sempre un ragionamento lineare e logico alla loro base, esattamente come quelle grammaticali. Il tovagliolo andrebbe a sinistra ed il motivo è semplice: ogni commensale, in tal modo, appena seduto, può agevolmente afferrare il lembo del tovagliolo con la mano sinistra ed aiutarsi con la destra a dispiegarlo, quindi appoggiarlo sulle gambe. La parte ‘aperta’, dunque, guarda verso di noi, con la sporgenza in alto e così sarà più facile pulirci la bocca con quella interna, mente la parte esterna rimarrà sempre pulita. Quante volte da bambini ci hanno invitato a stare composti a tavola! Ecco, le regole del galateo ci indirizzano verso gesti e movimenti armonici ed aggraziati.

Capita però che non ci sia abbastanza spazio tra in commensale e l’altro, in tal caso è consentito disporre il tovagliolo sopra il sottopiatto, come avviene spesso nei banchetti, ed ecco che mettere il tovagliolo “dove può trovar posto” - come si legge in alcuni manuali più recenti - porta a variazioni di posizione a volte anche “artistiche”.

Se vogliamo posizionalo a destra, siamo liberi di farlo, sapendo che a destra - in un ricevimento formale - andrebbe il menu stampato.

In ogni caso, è bene ricordare l’uso stesso del tovagliolo: serve per pulirci la bocca prima e dopo aver bevuto acqua o vino, non per il naso, o le mani, e se dobbiamo assentarci da tavola, il tovagliolo andrà piegato velocemente e appoggiato sulla sinistra del piatto. Stessa procedura a fine pasto, prima di alzarci da tavola.

Per quanto concerne la piegatura, io personalmente preferisco quella rettangolare, semplice e garbata. Non amo piegature artistiche, né  il tovagliolo posto nel bicchiere (abitudine sempre più rara per fortuna). Piuttosto cerco di metterlo in evidenza quando ho un tovagliolo particolare, come quello in fotografia dove spiccano le iniziali di me e mio marito, Francesca e Luca.

 Il mio vezzo? Tovaglioli perfettamente stirati e senza piega, in modo che quando li posiziono sul tavolo rimangano “arieggiati”. Quanto alla dimensione, i nostri cugini francesi prediligono tovaglioli di grandi dimensioni, come lo erano un tempo anche i nostri, in ogni caso mai meno di 40 cm per lato.

Infine, tovagliolo di carta sì o no? Beh, in una tavola informale è concessa, in commercio possiamo trovarne di belli, a tema, e possiamo mettere due, uno dentro l’altro, soprattutto se giochiamo con fantasia e colore. Tuttavia, come spesso sostengo, cinque minuti in più per stirare una decina di tovaglioli in una settimana non credo spostino poi di molto il nostro da fare, no? In più, ora in commercio si trovano tovaglioli no-iron, con tessuti appositamente stropicciati. Io che non sono una fan di quest’ultimi, in famiglia adopero dei porta tovaglioli con il nome di ognuno di noi e non li cambio di certo giornalmente! Mi piace toccare il tessuto, è tutt’altra cosa, vuoi mettere un tovagliolo della nonna, in lino? E poi… il consumo di carta non è di certo una scelta ecologica, ahimè!


Insegnante di cucina, in Italia e all’estero. Organizzo piccoli e grandi eventi, amo ricevere amici a casa, per me ogni singolo giorno è speciale, e mi piace rendere sontuoso anche il piatto più semplice. Amo i colori, e non potrei mai fare a meno dei fiori. Adoro viaggiare, andare per negozi e mercati alla ricerca di accessori per la casa e le mie tavole. Colleziono piatti, tazze, tessuti, biancheria e… libri di cucina!