Le rape "soffocate"

Mamma non mi lascerebbe mai ripartire senza un qualcosa di speciale da portare con me, fosse anche uno dei suoi limoni appena raccolto dall’albero.

Idem mia zia, prima tappa dopo aver chiuso la nostra casa abruzzese, per un carico di preziose conserve. Lo faccio anche io con chiunque viene a trovarmi, figuriamoci con i figli.... Non sarebbe consentito, ma io ho portato a New York tante di quelle confetture e golosità per il mio Lele…. Eh sì, è l’impronta di famiglia, a cominciare dai miei nonni, e poi mio padre, cui generosità era davvero commovente (mi diceva “Francesca stai lontana dalle persone tirchie, le peggiori, perché lo sono anche nell’anima!”), e da buon gourmet telefonava ed ordinava ogni prelibatezza per il nostro arrivo a casa…

E così, anche lo scorso fine settimana sono ripartita con melucce, mele “gelate”, ultimi pomodorini dell’orto di mio fratello, pecorino, varie ed eventuali tra cui… le rape (o broccoletti, stessa famiglia dei friarelli e cime di rapa), già mondate da mamma, da lavare e cuocere in padella.  Grazie mamma, sempre buonissime le tue verdure, le porto volentieri!

La ricetta può sembrare banale, ma è nell’equilibrio degli ingredienti, nella scelta delle verdure stesse, nel minuzioso lavoro di pulitura che si gioca il tutto. 

Non siamo ancora in piena stagione per le migliori rape, hanno bisogno di sentire freddo, cosa che renderà le foglie più tenere. In attesa di quelle straordinarie, accontentiamoci di queste che sono già buone…

Si comincia con il mondare la verdura, cosa che si impara osservando nonne, mamme, zie o tate (di un tempo!). La parte da scartare nelle rape è tanta, perché i gambi sono coriacei, decisamente indigesti, si  rischiano notti insonni…

In più, per facilitare la cottura, la base delle “cimmette” deve essere incisa per bene, e le foglie più dure eliminate. Si passa al lavaggio, in acqua abbondate, fino a a quando non sono stati eliminati tutti residui terrosi.

A questo punto, in una padella larga si scalda un bicchiere di acqua (ovviamente è un più o meno, la quantità varia), con qualche cucchiaio di buon olio (ottimo in questo periodo quello novello che ovviamente ha viaggiato con me!), 2-3 spicchi di aglio, del peperoncino e - immancabile - del peperone dolce secco. Portate a bollore ed unite le rape appena sgrondate dall’acqua del lavaggio. Sale. Si chiude la padella, si attende che tutto il liquido sia ritirato. Ed eccole pronte, inconfondibili per il sapore amarognolo, ovviamente il colore sarà scuro, ma non importa.

Un passato di zucca oppure zucca e fagioli e qualche foglia di queste rape… ho già l’acquolina in bocca! A pensarci bene, ho un pezzo di zucca in frigo, vado a completare la nostra cena, unisci due uova in camicia e via! Ancora una volta... il lusso della semplicità.

Happy cooking!


Ps. Sapevate che le verdure sbollentate e poi ripassate in padella hanno un indice glicemico più alto? Questo, dunque, un metodo perfetto per chi sta a dieta!

Insegnante di cucina, in Italia e all’estero. Organizzo piccoli e grandi eventi, amo ricevere amici a casa, per me ogni singolo giorno è speciale, e mi piace rendere sontuoso anche il piatto più semplice. Amo i colori, e non potrei mai fare a meno dei fiori. Adoro viaggiare, andare per negozi e mercati alla ricerca di accessori per la casa e le mie tavole. Colleziono piatti, tazze, tessuti, biancheria e… libri di cucina!