Natale

Ostie ripiene

Due cialde racchiudono un golosissimo ripieno a base di frutta secca (mandorle o mandorle e noci e miele), spezie ed aromi natalizi: la scorretta d’arancia o di mandarino, un liquore, e casomai l’aggiunta di caffè, liquido o in polvere, e - sicuramente variante più recente - del cacao o cioccolato... 

Ostie ripiene

Biscotti di Natale (con zenzero e cannella)

Ogni casa ha il suo rituale, i propri dolcetti del periodo, ogni casa in realtà crea la propria tradizione, e se io non rinuncio a celli pieni, sfogliatelle, calcionetti e taralli, né mio marito rinuncerebbe ai suoi biscotti tedeschi (che faceva sua nonna tedesca), i miei figli sono cresciuti con il profumo di zenzero e cannella di questi biscotti...

Biscotti di Natale (con zenzero e cannella)

I celli pieni al miele

Miele, mandorle, arancia, cannella... Sono gli ingredienti che ricorrono spesso nei dolci abruzzesi del periodo natalizio. Lo sono anche in questi celli (uccelli) che si preparano puntualmente ogni anno, da sempre, in casa di mio padre (che era di Gessopalena), e che sono poco conosciuti in altre zone d’Abruzzo.

I celli pieni al miele

Datteri del Buon Augurio

Il conto alla rovescia è iniziato, siamo agli sgoccioli del 2012, è in arrivo il 2013. E mentre c’è chi pensa a bruciare, buttare, lanciare cose vecchie per lasciarsi alle spalle i ricordi meno piacevoli dell’anno che si chiude, per l’anno nuovo, scaramanticamente, a tavola non potranno mancare alcuni ingredienti ben auguranti. Immancabili le lenticchie, che dovrebbero portare benessere economico, così come tanta frutta portafortuna: la melagrana, l’uva (consigliati 12 chicchi, uno per ogni mese dell’anno) e i datteri, anch’essi portano prosperità.


Datteri del Buon Augurio

Scrippelle 'mbuss

In Abruzzo, o meglio, nel teramano, il pranzo del dì di festa inizia spesso con un buon piatto di brodo di carne, fumante. E dire brodo, significa dire scrippelle, le nostre leggerissime, trasparenti crepes, insaporite con formaggio grattugiato (pecorino o grana), arrotolate e bagnate nel brodo fumante (perciò bagnate, ‘mbusse).

 

Scrippelle 'mbuss

Lenticchie e zampone

 

Un connubio indissolubile per festeggiare il nuovo anno.

Lo zampone nasce a Mirandola, nel 1511 (ha compiuto 500 anni e nei giorni scorsi gli hanno fatto gran festa!) quando le truppe del Pontefice Giulio II tentarono di entrare nella cittadina finora fedele ai francesi. La storia racconta che i cittadini, pur di non lasciare al nemico i maiali, loro fonte di sostentamento, preferirono ucciderli. Uno dei cuochi di Pico Della Mirandola pensò di utilizzare la pelle delle zampe anteriori dei maiali per conservarne la carne (trita e mischiata a spezie). Ed ecco lo zampone.


Lenticchie e zampone